Venerdì, Settembre 03, 2010

Ricerche e Analisi di Mercato

Dati sull'olio di oliva italiano all'estero

 
Artworks by Istituto d'Arte Manduria
 

 Il posizionamento dell'olio di oliva italiano sui mercati esteri

Ismea ha realizzato, in collaborazione con Cogea Databank,  un rapporto conoscitivo sul settore oleario in Italia (import ed export) che si propone di rappresentare uno strumento di riferimento per le imprese italiane produttrici di olio di oliva proiettate verso l'internazionalizzazione. La ricerca su inserisce nell'ambito dell'Osservatorio sul posizionamento dell'olio di oliva italiano sui mercati esteri maggiori importatori.

Paesi target di riferimento oggetto di studio sono: Austria, Francia, Germania, Regno Unito e Svezia. L'indagine è stata svolta con riferimento ai cinque paesi europei, e comprende anche i risultati ottenuti dalla contemporanea indagine sul "Made in Italy", realizzata sempre da Ismea e Cogea Databank, con i dati rilevati anche in Giappone, Russia e Stati Uniti.
 
 
 

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Marketing e Internazionalizzazione

 

Marketing e Internazionalizzazione

 

Con l'espansione dei mercati, la concorrenza internazionale e la competitività  sul mercato globale si possono fronteggiare con strategie di internazionalizzazione, che rappresentano per le imprese non solo uno strumento indispensabile per competere e conquistare fette di mercato, ma anche uno strumento essenziale per valorizzare la territorialità dei prodotti e delle offerte agricole e turistiche uniche, renderle note nel mondo come le peculiarità di prodotti e luoghi unici ed inimitabili.

Lo scambio di condivisione e di conoscenze in una dimensione internazionale è il mezzo attraverso il quale continuare a stimolare, alimentare ed estendere i propri circuiti creativi e dell'innovazione.

Parole chiave di questo processo sono "la conoscenza" e "l'innovazione". Gli strumenti e le metodologie sono molteplici. Partiamo dagli strumenti di comunicazione e promozione:

 

- Direct marketing

- Fiere nazionali ed internazionali

- Sponsorizzazioni di eventi

- Incentivi all'acquisto

- Personale di vendita

- Pubblicità

 

il Direct Marketing attraverso l'invio di lettere, e-mail, promozione telefonica, cataloghi, e simili presenta vantaggi in ordine al target, perfettamente mirato (per esempio l'agriturismo italiano che si rivolge al tour operator canadese che organizza viaggi in Europa, e ancor meglio viaggi in Italia, oppure il produttore di vino che sonda la possibilità di cooperazione con un buyer o un importatore di vino dal "vecchio mondo" o ancor meglio un importatore specializzato solo nell'acquisto di vino italiano). Senza dubbio, più il target è mirato, più lo scopo sarà raggiunto, considerato anche che con il direct marketing le risposte arrivano solo dagli interessati. E' un mezzo, per l'appunto  "diretto", senza mezzi termini, veloce ed economico, con cui si possono ottenere riscontri positivi o negativi immediati.

 

Le fiere nazionali ed internazionali: questo tipo di attività  è di gran lunga più efficace del mailing odella visita presso un unico cliente. L’impresa può verificare la reazione all’offerta di operatori specializzati nei prodotti di sua specializzazione. Permette di valutare l’offerta dei concorrenti ed i loro prezzi e di conoscere e valutare operatori della distribuzione locali ed internazionali, atteso che la fiera prescelta sia altamente specializzata. I costi sono più elevati della comunicazione diretta, i tempi decisamente più lunghi.

 

Altro strumento è la sponsorizzazione di eventi di varia natura come: mostre d'arte, competizioni sportive, programmi televisivi e culturali in genere o commerciali. La scelta del tipo di evento è guidata dal target che s’intende colpire. Vantaggio primario che ne deriva è quello di contribuire, in alcune circostanze, anche in modo significativo, alla costruzione dell’immagine dell’impresa sul mercato estero e colpisce la sfera emotiva degli individui, predisponendoli favorevolmente all’offerta dell’impresa. Gli svantaggi, qualora si presentino, sono notevoli: in alcune circostanze, la notorietà dell’evento e dei testimonial coinvolti può oscurare l’impresa sponsor, i costi sono più elevati della partecipazione a fiere e ancor più grave in caso di insuccesso dell’evento, l’immagine dell’impresa ne risente negativamente.

 

Incentivi agli acquisti: Premi, concorsi, dilazioni nei pagamenti, finanziamenti, etc.

Vantaggi: L’impresa concede al potenziale cliente, intermedio e finale, un vantaggio economico misurabile, predisponendolo favorevolmente all’acquisto. Con questo mezzo si stimola una risposta immediata dal target.

Svantaggi: In alcuni paesi, i premi e concorsi sono vietati o fortemente regolamentati. Quando i premi, le dilazioni nei pagamenti ed i finanziamenti sono riconosciuti sulla base del volume delle richieste, i costi dello strumento non sono perfettamente calcolabili.

 

Personale di vendita: Agenti mono o plurimandatari, mediatori, broker, etc.

Vantaggi

- Comunicazione puntuale sulla base dello specifico interlocutore

- L’impresa fornisce assistenza pre e post vendita

- Adatto a tutti mercati, avanzati e non avanzati

- Adatto per informare gli intermediari, persuadere i compratori, influenzare i decisori

Svantaggi

- Occorre formare adeguatamente i venditori

- Nei paesi in via di sviluppo possibili problemi di qualificazione professionale dei potenziali venditor

 

Pubblicità: Canali tradizionali (TV, Stampa, Cartellonistica) e Canali innovativi (Internet, Cinema)

Vantaggi

- Visibilità alta con i canali tradizionali e col cinema

- Internet può essere strumento di comunicazione e canale di vendita

- La pubblicità nei film di successo predispone favorevolmente all’acquisto un’ampia fascia del target

Svantaggi

- I canali tradizionali colpiscono il target in modo poco preciso

- Il messaggio veicolato è standardizzato

- TV e Stampa sono tra i più costosi strumenti di comunicazione

 

Criteri di scelta del mix di strumenti

Date le risorse disponibili, che per l’orientamento al rischio dell’organo imprenditoriale possono costituire un vincolo da rispettare o aggirare, il mix di strumenti di comunicazione cambia sulla base:

  1. degli obiettivi di comunicazione che l’impresa si è data
  2. della modalità d’entrata prescelta dall’impresa
  3. del segmento target
  4. del prodotto commercializzato sul mercato estero
  5. della politica di comunicazione e promozione push o pull

 

Strumenti da privilegiare

- Sito internet (Sezione dedicata in lingua, contatti telefonici e fax in lingua, eventuale numero verde internazionale)

- Fiere nazionali con audience-buyers internazionali: Vinitaly, Pitti, Cibus, etc.

- Partecipazione a missioni ed altre attività promozionali istituzionali e di settore: (ICE, Camere di commercio, Mincomes, Camere di commercio italiane all’estero, Associazioni di categoria, società specializzate in marketing e comunicazione, Workshop e attività culturali e di ricerca all'estero, etc.)

• Opportunità di prima promozione della propria offerta sul mercato estero

• Contatto esplorativo con operatori di settore del mercato estero per comprendere: appetibilità dei propri prodotti, target di mercato più attrattivi, concorrenti, distributori, prezzi, etc.

- Direct marketing: Mailing con allegato catalogo e call per il richiamo dell’offerta.

 

Conclusioni

Oggi l'impresa che desidera "internazionalizzarsi" deve dotarsi degli strumenti necessari per affrontare i mercati internazionali a partire da una prospettiva knowledge-based. La chiave di lettura adottata è quella della conoscenza e dell’innovazione. Solo saldando assieme queste due componenti è possibile, infatti, garantire la sostenibilità della crescita e dello sviluppo alla propria impresa. Obiettivo primario è analizzare le metodologie e gli strumenti necessari a sostenere la capacità della propria impresa di generare valore attraverso la gestione integrata di conoscenza, innovazione ed internazionalizzazione, secondo una logica strategica finalizzata a cogliere le opportunità ed evitare le minacce che derivano da un mercato che è sempre più aperto ed integrato (globale).

 

L'impresa è, dunque, chiamata ad esaminare il rapporto tra internazionalizzazione e conoscenza andando ad evidenziare gli elementi di discontinuità rispetto al passato (non è più o non solo l’impresa in sé che si internazionalizza, ma soprattutto il suo sistema di relazioni e di partnership). In questo nuovo scenario perciò è necessario condividere dei linguaggi di comunicazione comuni (internazionalizzazione comunicativa); in seguito occorrerà dotarsi degli strumenti di marketing necessari ad affrontare il processo di internazionalizzazione con particolare riferimento alla scelta dei mercati (che è l'anima del marketing) e di conseguenza le strategie di prodotto, la gestione dei canali di vendita e la comunicazione.

 

Loredana Calo'

resp. marketing e comunicazione

 
   

Internazionalizzazione e comunicazione

Taranto 29 ottobre 2007: Si è tenuto oggi presso l'Aula Magna del CIOFS/FP di Taranto il seminario "Internazionalizzazione delle PMI nell'ottica dello sviluppo e della crescita del territorio locale". All'incontro introduttivo al corso per "Esperto linguistico per l'internazionalizzazione (inglese e cinese) hanno partecipato esperti dell'Ente CIOFS/FP Puglia, della Provincia, dell'ICE di Bari e rappresentanti delle aziende partner del progetto formativo.

Per scaricare la brochure del seminario, cliccare sui link seguenti:

seminario internazionalizzazione parte 1

seminario internazionalizzazione parte 2

   

Forum Marketing e Comunicazione - Fattori di Sviluppo

Forum Marketing & Comunicazione: Fattori di Sviluppo Università di Lecce 2-3 marzo 2007 Centro Congressi Ecotekne Si è chiuso oggi 3 marzo il Forum "Osservazioni sul Territorio: Marketing & Comunicazione" Fattori di Sviluppo.

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Shopping del vino online

Cercare e scegliere il vino online forse non è ancora molto diffuso tra la stragrande maggioranza dei consumatori, ma per gli addetti ai lavori diventa sempre più uno strumento prezioso che anticipa tutti i processi di selezione che precedono i piccoli e i grandi acquisti.

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Tra Oriente e Occidente: la Turchia

La Turchia è al crocevia tra l'Europa e l'Asia. Da millenni le vie del commercio internazionale passano attraverso questo paese. Nel 2002 si è registrato un guadagno derivante dalle esportazioni pari a 35 miliardi di dollari, mentre la spesa per le importazioni ammontava a 50 miliardi di dollari (con il 45 % proveniente dalla Russia, Germania, Italia, Stati Uniti, Francia e Regno Unito). Rappresenta un mercato allettante per l'industria di bevande alcoliche, vini, liquori e prodotti tipici, soprattutto per soddisfare le esigenze del turista in turchia. Sul sito dell'ambasciata turca a Roma, potete trovare moltissime informazioni sulla cultura, le abitudini, la politica e l'economia di questo paese.

http://www.turchia.it

Note: Fonte: FITA

   

Il consumo di vino in Cina

Nel 2003 il mercato delle bevande alcoliche in Cina stimava 31,313 milioni di litri, con una crescita in volumi di consumo pari a 4,9 % rispetto all'anno precedente. Con l'ingresso della Cina nel WTO e la conseguente competitività sul mercato globale, i settori del vino, della birra e degli alcolici in genere si vanno consolidando sempre più.

Le vendite di vino rosso sono cresciute negli ultimi due anni, e questo fenomeno sembra orientarsi dinamicamente verso un aumento costante del consumo di vino. La crescita registrata nel 2003 è pari al 13,6%, mantenendo stabile un aumento di due punti percentuali sin dal 1998. Tale fenomeno è strettamente collegato al mutamento di abitudini legate al bere tra i consumatori cinesi. Oggi il vino in Cina è sempre più bevuto in occasioni speciali e durante le festività ed anche i presunti effetti positivi e benefici sulla salute, derivanti da un consumo moderato di vino, hanno contribuito a mantenerne stabile la crescita. Ciononostante, la produzione locale mantiene una posizione unica rispetto ai vini di importazione. Con i suoi 190.000 ettari vitati divisi tra i suoi maggiori produttori Great Wall, Dragon Seal, Changyu, Huadong e Lou Lan, la Cina è proiettata verso una crescita annua di produzione vitivinicola stimata tra il 12-15%, che sebbene non sia di qualità paragonabile ai vitigni della vecchia e bella Europa, continua comunque a migliorare, grazie anche al saper fare ed alla voglia di emergere dei cinesi. Il tasso alcolico dei vini cinesi è contenuto, come appunto il mercato richiede e naturalmente anche il prezzo.

Sul fronte della concorrenza, i distributori cinesi del vino d'importazione si stanno sforzando di promuovere la bevanda degli dei tra i giovani, che hanno maggiore potere di acquisto, specialmente i residenti delle grandi città come Guangzhou, Beijing e Shanghai dove sono numerosi i frequentatori di night clubs, ristoranti e bar. In tal senso, la Cina rappresenta un mercato emergente allettante a lungo termine, in altre parole è necessario saper guardare lontano per conquistare il mercato cinese e tutte le potenzialità che offre.

Note: Fonte Euromonitor International

   

L'Ungheria cresce nell'UE

Sebbene l'Ungheria abbia sofferto i postumi della Seconda Guerra Mondiale e del regime comunista, il XXI secolo si apre a questo paese con nuove prospettive.

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