Le tradizioni cui sono strettamente correlati non solo i vini italiani, ma anche quelli francesi, spagnoli, portoghesi e greci sembrano non avere piu' importanza, relegate a divenire valori persi nel tempo, dimenticati ed inutili. Il lungo lavoro nei campi dei nostri nonni e bisnonni, la tradizione millenaria dei nostri vini passa in secondo piano, si globalizza allineandosi con i nuovi vini emergenti.
La normativa europea, in vigore dallo scorso agosto 2003, prevede infatti l'introduzione di nuove direttive per l'etichettatura dei vini a partire da febbraio del 2004. Il riferimento alla tradizione del vino sarà possibile solo per quei vini che ne fanno menzione da almeno dieci anni. Ciò vuol dire che i vini italiani piu' protetti, doc e indicazione geografica ad alta protezione, si riducono ad un numero molto esiguo, tra cui il "Brunello di Montalcino", "Amarone", "Cannellino". Ma a ciò si aggiunge un altro pericolo. Stante le indicazioni della Commissione Europea, sarà sufficiente indicare sull'etichetta che il prodotto è conforme alle regole in vigore per i produttori di vino nel paese di origine. Ciò significa che ad esempio il termine "Brunello", diverso da "Brunello di Montalcino" rischia di essere utilizzato anche da altri produttori non europei, purchè riescano a dimostrare di aver rispettato i criteri imposti dalla commissione Europea.
Quando si sente parlare dell'Argentina, i richiami ad Evita, al tango, alla passione sono inevitabili... E' vero che l'Argentina è il secondo paese più grande per estensione del Sud America, ed è un paese dalle vaste risorse naturali. Dal punto di vista economico è anche un paese che nel 2002, grazie a misure governative tese a snellire e facilitare gli scambi commerciali, ha speso in importazioni 9 miliardi di dollari, e risulta essere un mercato potenziale di successo per il commercio internazionale.
La Finlandia è il paese delle migliaia di laghi, della grande industria tecnologica e delle interminabili giornate estive, grazie alla vicinanza al Circolo Artico.